Un-vortice-di-scale-extra-big-1569-529

No

Oggi no

Che non ti passerò a prendere per andare a cambiare il cellulare

O a prendere quei winnipù da attaccarci di lato

E nemmeno a cambiare il piano tariffario

No

Oggi no

Che non ti dedicherò poesie da 160 caratteri

E non ripasserò col dito il logo della Fiat sul clacson della mia macchina

Mentre – aspettandoti – immagino le tue ballerine a righe scendere le scale 3 gradini alla volta

Per limarne statisticamente le irregolarità.

E non mi chiedere di andare in soffitta anche stavolta

A scovare le cassette di fine anni ’80

Per guardare Kiss Me Licia

Solo perché lei pare che ti assomigli un po’.

No

Oggi no

Che non ti penserò passando davanti al civico 37 di via delle Rosine

Ci dovevo passare già per i cazzi miei, non ti credere

E se ho guardato su è solo perché avevo paura della signora del 3° piano

Che ogni tanto mentre annaffia i gerani

Fa colare l’acqua di sotto.

No

Oggi no

Non mi viene neanche da toccarti

Nemmeno da sfiorarti le mani

E fantasticare sul colore dei calzini che compreremo a nostra figlia

E se le faremo mangiare le schifezze come premio per i bei voti a scuola

O le daremo la mela da lucidare sul manico del grembiule, a ricreazione.

No

Oggi no

Che non guarderò i documentari di Liciacolò

Pensando a come ci accoppieremmo se fossimo nati

Ramarro e ramarra

Criceto e criceta

Opossum e opossa.

No

Oggi no

Che non ti dirò che è bene dormire ognuno dal suo lato

Che va bene far l’amore

Ma dormire è un’altra cosa.

No

Oggi no

Che non ti dirò che questa vita non è abbastanza

Le mie dita non sono abbastanza

E il tempo è scardinato.

Perché oggi

sarebbe vero.

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