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Quanto a lungo riesci a trattenere il fiato

Scritti di Filippo Lubrano

Mese

gennaio 2018

Ti Ho Chiesto

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Ti ho chiesto di dirmi le cose che per te contano

I 7 giorni più belli

quanti cucchiaini di zucchero nel tè – zero

se usi il mezzo marinaio per governare la rotta della tua vita.

Ci siamo fatti nodi ai fazzoletti per tenere a mente promesse semplici

formulate in altre lingue, per nasconderne la vergogna

le leggi del buon senso

su cui è così facile trovarsi d’accordo

applicarle, una salita al Golgota.

Ti ho riconosciuto subito per quello che eri

Civiltà

una città nuova, appena fuori Lhasa

dove tutto funziona

le donne sono calme

gli uomini fedeli

e gli Dei ascoltano le preghiere.

Un centro inabitato dove domina la consapevolezza

che gli elementi furono progettati per decadere

che le formule che un giorno produssero Meraviglia

ora riempiono discariche di rifiuti tossici

anelli rivenduti al Compro Oro

le foto di quel viaggio grattate con la chiave del garage

una nuova regola dei terzi.

Ti chiedo di dirmi le cose che per te contano

Quando hai superato il complesso di Elettra

Da che parte del letto hai in progetto di dormire

Se ricordi la prima volta che hai visto il mare

e com’era

e di che colore avrai gli occhi

quando lo rifarai con me.

 

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Indicazioni per un Viaggiatore Urbano

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Per prima cosa, visita sempre il mercato delle merci fresche.
Al mattino, compra una copia di un giornale locale, anche se non conosci la lingua.
Vai a letto molto presto o molto tardi la prima sera in maniera da allinearti col fuso sin da subito.
Se sei già stato in questa città, torna in almeno 3 dei posti che avevi visitato la prima volta, per documentarne i cambiamenti.
Ricorda cos’avevi fatto, con chi eri. Chi eri.
Non dire mai ‘ma guarda cos’hanno fatto qui, era così bello prima’.
Impara alcune parole locali: saluti, ringraziamenti, destra, sinistra, avanti, acqua, il nome di alcuni piatti
Fermati sempre a guardare lo spettacolo delle persone che si muovono, che mangiano, che comprano, che credono.
Se hai poco tempo, elimina per primi i musei
Fai sempre molte foto
Non essere spesso il soggetto delle foto
Specialmente se sei da solo
Se non ti viene da sorridere nelle foto, non farlo.
Compra le parole di un autore locale, sottoforma di romanzi, saggi, o poesie.
Spostati con gli autobus, in metropolitana, con il bike sharing.
Non portarti nessun bene di prima necessità: comprali sul posto.
Mangia tutto quello che ti viene proposto: a livello molecolare, è l’unico modo per far entrare la cultura locale nel tuo corpo.
Se sei avvicinato da persone sgradite, fai sempre finta di stare andando a casa di qualche amico locale.
Che lavora in un ente governativo.
Preferisci sempre le case private alle sistemazioni in hotel
Se non stai in hotel, scegline uno bello, entra nella hall con passo deciso, senza guardarti intorno nei primi 10 metri, e usufruisci dei servizi locali: piscina, bagni, palestra.
Tagliati i capelli da un barbiere locale.
Autoinvitati a qualsiasi festa: matrimoni, compleanni, battesimi, feste di lavoro e/o religiose.
Dai sempre la precedenza alle persone.
Non fare cose che ti sembrerebbero pericolose a casa tua: le sono anche qui, probabilmente.
Osserva.
Porta sempre doni dall’alto valore simbolico, e dal basso ingombro.
Allaccia sempre le cinture.
Compra i souvenir al supermercato
Non acquistare mai nulla in aeroporto
Se hai la fortuna che qualcuno aspetti il tuo ritorno, chiamalo spesso.
Per il resto, taci. Molto.
Memorizza alcuni punti focali della città: un monumento, un ristorante, la piazza dove vi siete baciati la prima volta. Associali a punti cardinali.
Perditi solo quando vuoi che succeda.
Non comprare oggetti che non userai a casa, o che sono stati fabbricati in maniera immorale.
Prova a giocare a un passatempo locale, con persone del posto: perderai a badminton, imparerai a palleggiare con una palla di stracci.
Usa i social network con moderazione, e solo per documentare situazioni che credi possano offrire spunti di riflessione diversi.
Parla tanto ai tassisti, anche se non capiscono la tua lingua.
Non innamorarti mai di persone che sai che sarà difficile rivedere.
Quando lasci una camera controlla sempre di non aver lasciato nulla nell’armadio, nella cassetta di sicurezza, in bagno.
Non sai quanto sia facile dimenticarsi uno spazzolino,
la giacca che ti regalò tua madre
Il libro che stavi leggendo
La capacità di sorridere allo stesso modo di prima di metterti in viaggio
Quel paio di scarpe che mettevi sempre.

Dal Fiume delle Perle

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Forse vorrai sentire, straniero,

che sarete distanti, sarete divisi.

Che questi ponti vibranti, esposti

Ai tifoni meridionali, saranno

Inabissati sotto il peso delle petroliere

Riemersi appena nei rimorsi di una puntata

Errata alla Valle Felice?

Brancolerete nei Nuovi Territori, stranieri,

sarete nudi, come tartarughe sgusciate

senza carapace sarete capaci

di riconoscervi ancora negli specchi

angusti dei cessi pubblici

nei piedi quadrati delle case bare,

case basse, gabbie

col rossetto sbaffato

nello sfavillio prevedibile delle Luci della Festa.

Non sarà il tetro quattro a esservi

Fatale, non vi rincorreranno fantasmi

Affamati per le salite assistite

Dei Livelli di Mezzo.

Avrai anche tu la tua Signora dell’Oro liquido

Cinquantamila bottiglie da custodire

Dieci per ogni anno di Civiltà

Per consumarle

Non basterà rendere incenso milioni,

nel conio scambiato alla borsa dell’Inferno

Né il Porto Fragrante che si declina

solo al futuro.

Gli uomini fanno i loro calcoli

Ma il Destino ha il suo Grande Abaco.

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