Tartarughe-Paestum
Guarda come spero
Meglio di chiunque altro
Nonostante le evidenze quotidiane
Follemente concentrato sull’impresa
come il piccolo di tartaruga espulso dall’uovo
Nella spiaggia dei varani.

Guarda come sono convinto
com’è fermo l’indice mio
Quando punta te
– scegliendoti, sciogliendoti
Per godere della colpa di aver scartato tutti gli altri,

Guarda come catalogo ogni mio pensiero
Per numero di shock pregressi
E ore di solitudine necessarie a processarli
– Ogni nostro gesto è rivolto alla Madre
Dal giorno in cui togliemmo i braccioli.

Guarda come è tutto vero
Finché la Parola non si assembla in Manifesto
Finché la Poesia non diventa Editto.

Guarda come sorride quel pettine sul tavolo
Ricordo esule di quando lei era qui
E tutte le notti, e tutti i giorni
E tutte le notti e i giorni
Mi faceva rientrare nel Paradiso terrestre
La mia Eva abusiva
Non ti scopriranno
Non ci scopriranno
Non ci scopriranno
Fino a quando non copuleremo
Nella cambusa del gozzo di Noè
Scelti da nessuno
Per perpetuare la specie.

Guarda come faremo dei nostri palmi remi
Nei continui guasti meccanici
Per girare in tondo
Vorticando, un uragano liquido
Tentando di sprofondare
Guarda come
Useremo Dio
Per odiare gli uomini.

Guarda come sono bravo a trovarti
Anche dove non avresti pensato di scappare
Dopo l’ultimo litigio
Sei nella coppia di anziani con la sedia in plastica
Sul marciapiede della statale
A fianco della casa cantoniera
Quella coppia siamo noi
Se i polimeri reggeranno a sufficienza.

La verità risiede solo nel quinto trimestre
– quello del maggese
E questo è quanto.

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