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Da ieri abito una casa nuova, che non è ancora tecnicamente mia sia a causa dell’intercessione della banca nell’acquisto, sia per la mancanza di tempo che mi ha impedito di caratterizzarla a sufficienza da sentirla tale. La casa è in prossimità di piazza Garibaldi, alla Spezia, che è anche la città dove sono nato, per inciso. 

Oggi mi sono sottratto a un’ora di dovere – il trasloco – per dedicarmene una di piacere – una sorta di esperimento sociale. Per un’ora mi sono seduto in piazza, sul bordo della fontana che per gli spezzini è a forma di culo, per l’architetto che l’ha disegnata a forma di vele spiegate – non a sufficienza, evidentemente – e ho ascoltato le conversazioni della gente. Perlopiù erano dialoghi che non mi vedevano coinvolto; in altri casi si trattava di monologhi, o di conversazioni telefoniche. Ne riporto qui alcuni, che ho trovato, per una serie di motivi che ora cui non sto a spiegare, alla stregua delle vele-culo, particolarmente significativi.

 

– Mañana, mi amor, la locura!

– Sì ma dovevi dircelo alla Elena che non c’andavamo a cena perché te non puoi mangiare i crostacei. Amo’ non è che ti posso stare dietro come te mae, non c’hai più 17 manco te eh!

– Edamàme? Ah, E-dàmame! E-dàmame finiti!

– Che poi son andata in Ortopedia e c’era quella dottoressa lì, che m’ha trattato di un male…! Eh ma mia nipote che fa l’infermiera non è mica così, lei ci vuole bene alle persone che tratta, ci s’affeziona. Eh ma non ce n’è mica tante come mia nipote, la vedesse quando lavora col camice, io ce l’ho detto: neanche se ti disegnava tua mamma venivi bene così!

– Piccioni di merdaaaaaaaaa!

– Eh ma ora con sta storia di Forcieri chissà quanta gente ch’i va a gambe all’aria

– Oh, ninìn, e per quanto ti fermi? Ma chiamami per un caffè, ti faccio vedere le mie cose nuove!

– (…) Bangla bangla (…) Bangla! (in mezzo alla più grande congregazione di bengalesi che abbia mai visto al di fuori di Dhaka)

– Ce n’è con quanti apostrofi va?

– Mìali lì, i son sbarcà adeso e i penso d’esse a Marsiglia: o sonà! ne gh’è ‘n belin da vedee, torneve en Giapone!

– Meno male che ha venduto le Finmeccanica e ha preso tutte Enel!

– Deh ma a me quel paraguagliano lì, a ne m’a mai convinto, i pae Recoba zopo

– Eh niente, siamo andati in Versilia ma non c’han fatto entrare perché il Cozza c’aveva le scarpe da ginnastica. Deh, e non gli han manco visto che camicia di merda s’era messo!

– Schiussi, per Megnarola?

– Io da quando fan la differenziaria non ci capisco più niente. Mi tengo tutto in casa e poi aspetto mio marito che la porta giù lui.

– L’hanno llamado por le grandi navi, i mega yacht. Laboraba lì, poi ha cahido yù, di colpo, così. Fulminado.

 

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